lunedì 2 aprile 2012

Era tempo

Era tempo di pietre assolate
di pane semplice
e spezzate tenerezze
languenti ai margini di una carezza
era tempo d’uccelli
di Pindaro e dei suoi voli
dell’estasi facile
di corse croccanti tra la paglia
di sole sulle braccia
dei balli in maschera
era tempo di rugiade
e di sorridenti biancospini
un tempo del tempo
a portata di mano
che ti correva incontro
questo era
un tempo

Giuseppe Salamone

giovedì 15 marzo 2012

Sott’acqua

Sott’acqua
cappelle destinate alle alghe
gli oblo
alla vista rotonda dei pesci
dalla sabbia saccheggiati di luce
gli anfratti 
tra gli scogli
ingoiano  tracce di speranza
e spurgano niente
la fiducia dell’amore non basta
ad una madre  che attende
la spuma  ridonarle il riso
che illuminò il suo occhio
incagliato ora
sull’animale di metallo
speronato a morte
da  un lembo di purezza
in balia di un dio incatenato
che all’infinito si tormenta

Giuseppe Salamone

venerdì 10 febbraio 2012

Mi spiacerà morire

Tra l’onde irrecusabili del tempo

vivo questo miracolo semplice

d'umida argilla

che si reinventa e persiste

mi spiacerà morire

per non vederti più danzare

in frange di luce

tra fiori d’acqua

e frutici reclini

selvaggia d’insolente bellezza

eppure fragile di febbre

tra i confini delle mie braccia

mi spiacerà morire

affondare in questa pausa perenne

sepolto da strati di terra

esiliato dalle strade del tuo corpo

a stillarmi

Giuseppe Salamone

Nuvole

La sofferenza fortifica?
Perché cerchiamo un centro di gravità permanente?                                                                       
Le nuvole sanno di essere nuvole?
E se non lo sanno non restano esattamente quello che sono?
O sono tali perché qualcuno gli ha dato questo appellativo?
Accumuli più o meno ampi di vapore
che nella loro inconsistente esistenza
non permangono
ma ora qui ora la
se ne infischiano dell’incertezza
del dolore
del sole
delle strade
placide
saranno sempre un ammasso di particelle liquide
tali da offuscare la limpidezza dell’atmosfera
nuvole essenzialmente
come l'hanno imparato?

Giuseppe Salamone

venerdì 27 gennaio 2012

Dove passa la voce del mondo?

Dove passa la voce del mondo?
Qual è il punto esatto da cui tutto comincia?
Perché tutto ritorna?
Interrogativi aperti
d’un unico desiderio
essere  se stessi  genuinamente
in quell’abbraccio coincidente
di forma e sostanza
nel portare alla luce
piccoli ruderi
scaviamo con misurata costanza
dal nostro caos antico
per riscoprire la faccia
che avevamo prima di nascere
con la fermezza  d’ essere concessi
fedeli al tempo che verrà .

Giuseppe Salamone

lunedì 2 gennaio 2012

Semmai alla quiete

Semmai alla quiete

s’aggiungerà  il conforto

dopo segrete migrazioni

di voci sfuggite alla sordina

dalle urne del petto

Semmai il velluto

d’albe nuove

donerà calma

 a rami inquieti

a solitudini ribelli

avrà un senso

questo ciclo irrecusabile

in curvi filari di giorni

e questo imprecisato fragore di fine

… o d’inizio?

Giuseppe Salamone

giovedì 10 novembre 2011

Ingoiata

Ingoiata 
masticata
mai digerita
rimuginata
rabbia
pestata e ripestata
antica come la menzogna
è quel serpente
che attenta alla mia  gola
t’adombra quel fosco riso
di caligine e muffa
vorresti  il mio annottare
senza scampo
son sabbia sparsa
tu mi perdi
mi conoscesti duna
in me ti vinco
ti sfuggo
al tuo vomitare
t’abbandono

Giuseppe Salamone